Progetti

I NOSTRI PROGETTI NASCONO COSÌ

Seguiamo rigidi e accurati protocolli di sviluppo e ricerca per la realizzazione di ogni singolo micro ingranaggio, assicurando così massima sicurezza, resa e qualità per ogni nostro pezzo.

Come prima cosa valutiamo l’ ambiente in cui verranno collocati gli ingranaggi, considerando:

  • temperatura del luogo: clima mite, glaciale o rovente;
  • condizioni di umidità: vapori o condense, aria secca e polverosa;
  • zona di installazione neutra, acida o alcalina;
  • fattori atmosferici specifici come nebbia salina, impiego di radiazioni ionizzanti o nucleari;
  • eventuali sbalzi termici o altre variazioni ambientali.

L’enorme divario di impiego dei nostri micro ingranaggi rende indispensabile la nostra attenzione ai dettagli, requisito fondamentale per condurre un’indagine altamente specifica e precisa del componente da fabbricare.

Questo perché, logicamente, non è possibile progettare un meccanismo da inserire in un radiotelescopio nella stessa maniera in cui viene pianificato un micro componente destinato ad un sottomarino che ispeziona i fondali!

In seguito procediamo valutando le condizioni di impiego dei microingranaggi, ovvero analizziamo in concreto l’attività che ogni singolo componente dovrà compiere e mantenere con alto rendimento e scrupolosa precisione operativa.

Alcune situazioni frequentemente prese in esame sono:

  • impiego continuo od intermittente;
  • presenza di accelerazioni angolari;
  • modalità di partenza/fermo e rampa di avviamento ed arresto;
  • presenza di inversione del senso di rotazione;
  • comando elettrico o manuale;
  • carter aperto o sigillato;
  • risiede a bagno d’olio od a secco;
  • etc...

Il terzo aspetto fondamentale da ispezionare è l'entità della precisione richiesta dalla catena di ingranaggi. Questo attributo varia molto in funzione dell'utilizzo dei microingranaggi e, peraltro, si osservano una lista di norme di riferimento (quali ISO, UNI, AGMA, DIN, BS, etc) che orientano nell'identificazione univoca di tutte le tolleranze ammesse, semplificando la realizzazione effettiva dei prodotti.

La motivazione della nostra scrupolosa diligenza appare tanto ovvia quanto necessaria: basti pensare alla differenza di requisiti di accuratezza che deve soddisfare un micro ingranaggio per un lettore di quote di macchine utensili, rispetto ad un medesimo destinato però ad una stufa a pellet!

Successivamente vengono analizzati una serie di altri fattori specifici, riguardanti aspetti più peculiari e caratteristici del progetto in esame, tra i quali:

  • peso: determinante in particolare per l’impiego satellitare, i droni e nell’attività aeronautica;
  • silenziosità: ad esempio nel caso dei riduttori con micro-ingranaggi elicoidali presenti nei letti da dialisi;
  • durata o limite massimo del consumo;
  • resistenza alle accelerazioni: dunque la tenuta che il componente mostra quando viene sottoposto a brusche variazioni di velocità durante il suo impiego;
  • etc…

Inoltre è rilevante approfondire elementi logistici come il volume della produzione, ossia quanti pezzi dovranno essere realizzati sia per la campionatura che per la serie vera e propria dei micro ingranaggi.

Infine altrettanto fondamentale è pianificare un bilancio dei costi, che include: lo studio di tutte le varie fasi progettuali, i materiali impiegati per la realizzazione dei componenti, le tappe del processo produttivo, etc...

Determinano a quanto ammonta la spesa complessiva, sarà possibile stabilire con chiarezza se il progetto teorico che impiega microingranaggi avrà esito favorevole, o viceversa accorgersi che il piano ideato è destinato a fallire.

Una volta esaminate tutte queste condizioni le si classificano in ordine di importanza, organizzandole secondo il valore che gli viene attribuito.

Un caso esemplare che ci è stato sottoposto è stato quando il cliente considerava determinanti il costo e la silenziosità.

In questa circostanza siamo partiti prendendo in esame una serie di materiali plastici come le Resine Acetaliche o Poliossimetilene (POM, noto come Delrin, Hostaform, Tecaform, Zellamid, e altri nomi commericali), altrimenti il Polieteline Tereftalato (PET, noto come Arnite, Tecapet, Etrtalyte, etc).

Ovviamente abbiamo dovuto sempre tenere in considerazione tutti gli altri fattori caratteristici del progetto!

Nel nostro specifico caso, i microingranaggii dovevano poi essere situati a breve distanza da una sorgente di calore, situazione che ci ha spinti ad escludere l'impiego delle Resine Acetaliche come materiale idoneo, orientando la nostra scelta sul Polietilene Tereftalato che invece risulta compatibile alle alte temperatura. Tuttavia il PET non è conciliabile con la precisione del foro, in quanto per i materiali plastici standard l’ampiezza della tolleranza nel tempo deve essere superiore a 0,04mm. Indubbiamente esistono plastiche che permettono un’ampiezza di tolleranza più stretta, ma il loro costo è ben superiore rispetto all’ottone o all’alluminio.

Per questi motivi il progettista, viste le difficoltà di partenza, era vincolato a scegliere se prediligere il costo o la silenziosità.

Le leghe di acciaio non inossidabile vennero escluse perché appunto si sarebbero ossidate. La decisione finale del progettista fu quella di optare per microingranaggi in ottone!

Il nostro valore aggiunto sta proprio nel riuscire a valutare e coniugare tutti questi aspetti e passaggi, grazie ad una lunga e storica esperienza sul campo unita alle competenze e qualifiche dei nostri esperti.

La minuziosa attenzione ad ogni peculiare dettaglio dei micro ingranaggi e all’uso per cui verrà adoperato, ci rende in grado di impiegare un’ampia gamma di risorse tecniche e professionali, materiali specifici ed appropriati, forme e dentature impeccabili, per offrire ai nostri clienti l’ingranaggio perfetto per le sue esigenze e applicazioni.

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